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11/06/2019, 23:11



Festa-di-fine-anno-2019,-"Voi-siete-la-mia-vera-casa".
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Riportiamo le parole della prof.ssa Graziella Biondi e del Presidente dell’Associazione Cappuccini Giovanni Tedeschi pronunciate in occasione della conclusione dell’anno scolastico alla presenza dell’Arcivescovo Gristina e del Prefetto dott. Sammartino.

[...] La busta è stata sempre un pretesto per andare incontro ai bisogni infiniti della gente, ma poi ti accorgi che quello di cui hanno e abbiamo bisogno è una compagnia e una condivisione della vita per il bene comune. [...]

3 Giugno 2019, via Raciti

Prof.ssa Graziella Biondi
Benvenuti a tutti!
Ringraziamo tutti quelli che hanno accolto l’invito, in modo particolare siamo onorati e felici di salutare:
il nostro Arcivescovo, Sua eccellenza Mons. Gristina,  che ci ha sempre seguiti con benevolenza e ci offre la possibilità di usufruire di questi locali  per alcune attività dell’Associazione
il prefetto della città di Catania Sua Eccellenza dott. Claudio Sammartino che si sta mostrando particolarmente sensibile ai bisogni dei quartieri più disagiati  e si trova in prima linea a combattere il dissesto che in questo momento sta colpendo tantissimi cittadini e famiglie della nostra città.
Questa è un’esperienza che viviamo da più di 20 anni, non sempre e non solo in questo luogo, ci siamo mossi mano a mano seguendo le provocazioni della realtà e i discreti suggerimenti dello Spirito Santo.
Abbiamo iniziato seguendo un piccolo indizio, una richiesta più che altro di una mia alunna al liceo Spedalieri e residente in questo quartiere, Antonella, che ora vive a Milano con la famiglia e oggi in maniera eccezionale è qui presente.  Mi ha chiesto una mano per venire incontro ai bisogni della gente del quartiere, mi ha presentato il parroco di allora ma soprattutto mi ha introdotto all’amicizia con sua mamma, la signora Pina, che ha messo a disposizione  dell’opera la sua abitazione privata.
Da allora la casa sita in via Plebiscito 599 è diventata la nostra sede operativa e il famoso portone verde un punto di riconoscimento, di riferimento per i nostri raduni e per quanti della città e non solo volessero conoscerci.
Incontravamo le famiglie e i bambini un po’ in parrocchia, un po’ nelle loro case. Poi è avvenuta la collaborazione e la convenzione col Banco Alimentare, di cui saluto l’attuale presidente Pietro Maugeri, questo ci ha consentito di sostenere, anche con la distribuzione della spesa settimanale, le famiglie. A oggi sono circa 120 le famiglie che seguiamo.
La svolta è accaduta quando padre Salvo Gulisano, che saluto, circa 12 anni fa, allora direttore del seminario propedeutico, sito qui in via Raciti e direttore anche della consulta per la pastorale scolastica, mi coinvolse direttamente nella consulta e da lì nacque una stretta collaborazione per far fronte all’emergenza educativa, ai problemi dei giovani e del quartiere nello stesso tempo. Abbiamo pensato che la preoccupazione educativa fosse la più urgente in assoluto, perché intanto il degrado umano, la povertà culturale e spirituale crescevano a dismisura in tutti gli ambienti.
E così nel 2010 nasce l’Associazione "Cappuccini " che si costituisce come associazione onlus  e questo ci permette di poter lavorare in rete anche con tanti altri enti e associazioni.
Subito dopo nel 2011 prende il via lo "StudioInsieme", iniziativa rivolta agli studenti delle scuole superiori di tutta la città.
Le due attività, quella nel quartiere e quella per l’aiuto allo studio si sono a poco a poco fruttuosamente intersecate, provocando tanta disponibilità al volontariato e generando persone e storie di crescita umana di cui tutti siamo testimoni con gratitudine.
Sono passati e continuano a passare centinaia di ragazzi tra questi tavoli.
Una nota sui professori dello "StudioInsieme", tanti qui presenti sono insegnanti in servizio, in pensione, universitari che in modo del tutto gratuito, anzi contribuendo ciascuno alle spese di gestione, aiutano tanti ragazzi nello studio e in questi momenti si sviluppa un momento di vera scuola, perché si guarda non solo ai compiti da fare, ma alla persona. Si parte dal bisogno dello studio per condividere il bisogno della totalità della vita. E’ una ricchezza per chi dona e per chi riceve.
Negli anni i bisogni della gente ci hanno spinto a trovare tutte le collaborazioni possibili e con questo pretesto abbiamo scoperto nel nostro territorio risorse inimmaginabili, persone splendide che mettono a disposizione le loro competenze professionali per venire incontro ai disagi e cercare di risolverli. 
In particolare penso alla dott. Paladino neuropsichiatra infantile dell’Igiene mentale di Catania, l’avv. Paola Aliberti, la dott. Russo, pediatra e tanti altri che ringrazio.
Un sostegno affettuoso lo abbiamo avuto sempre da un gruppo di giornalisti del quotidiano "LaSicilia" che in vari modi hanno aiutato i nostri bambini.
Le collaborazioni con altri enti e associazioni di volontariato infine ci hanno permesso quell’amicizia operativa, sociale, che per noi costituisce una grande speranza per un possibile cambiamento.
Sarebbe lungo nominarli tutti, saluto e ringrazio in particolare Giuseppe Messina dell’associazione "Insieme onlus", Nuccio Condorelli di "Accoglienza e solidarietà".
Per lo più la nostra opera è tenuta in piedi da persone appartenenti al movimento di Comunione e liberazione, sono qui presenti il responsabile Massimo Palumbo, don Antonio Giacona e tanti altri amici, ma mettere la nostra disponibilità a servizio della Chiesa di Catania ci consente mostrare un’identità chiara e di essere aperti veramente a tutti.
Come frase per presentare la nostra associazione abbiamo scelto un brano della "Deus caritas est" di Benedetto XVI:
"La carità sarà sempre necessaria anche nella società più giusta"
Di questo siamo convinti perché la legge della vita dell’uomo è quella di condividere. Certo nel nostro tempo non ci troviamo in una società giusta, tutt’altro, a maggior ragione crediamo che tentativi come quello nostro per quanto piccoli e insignificanti sono una risposta a tutto il buio che c’è intorno al mondo.
Cedo la parola a Giovanni Tedeschi, attuale presidente dell’associazione, subentrato dopo due donne Doriana Raimondo e Letizia Aiello che in altri modi e in altri luoghi continuano a operare per il bene comune.

Giovanni Tedeschi, presidente Associazione Cappuccini
Ho iniziato a far parte di quest’opera all’età di 16 anni come volontario e adesso mi ritrovo con tanta felicità a esserne il Presidente, insieme a mia moglie e tanti altri amici.
Il motivo per il quale tutto è iniziato è stato un incontro. Un incontro di vita, di pienezza e di amore innanzitutto per me e che poi mi ha guidato a fare del bene e a servire, soprattutto chi ha più bisogno, come le famiglie e i bambini del quartiere Cappuccini.
I bisogni sono davvero infiniti: cibo, vestiti, aiuti economici etc. ma la nostra preoccupazione fin da subito è stata l’emergenza educativa. Ogni martedì e venerdì della settimana dedichiamo il nostro tempo portando le buste con i viveri nel quartiere e poi ci incontriamo qui in via Raciti per studiare, giocare e fare tante attività e laboratori insieme ai bambini. La busta è stata sempre un pretesto per andare incontro ai bisogni infiniti della gente, ma poi ti accorgi che quello di cui hanno e abbiamo bisogno è una compagnia e una condivisione della vita per il bene comune. Con questi bambini e questi ragazzi è nato un rapporto intenso e familiare, sino a diventare padrini e madrine di alcuni di loro. 
Racconto alcuni fatti avvenuti a caritativa che hanno cambiato la mia vita.
Dopo aver fatto una convivenza di tre giorni in montagna uno di loro alla domanda "cosa ti ha colpito di più?" risponde "quello che mi ha colpito di più è stato lo stare insieme e aver condiviso la stanza insieme". O come un altro ragazzo del quartiere scrivendo una lettera al giornale scrive "voglio studiare per essere un uomo libero". Come una ragazza che durante un momenti di canti ci dice: "Voi siete la mia vera casa". Bambini e ragazzi che hanno il desiderio di esprimersi e che hanno bisogno di adulti che li ascoltino affinché le loro vite non scivolino nel nulla con conseguenze spesso disastrose. Abbiamo accompagnato anche la gente sino al punto di morte come la signora Cocilovo, imparando a pregare insieme. La Caritativa è il luogo dove un Altro, Gesù, ti salva da te stesso e dal tuo individualismo e ti invita a vivere questa storia ora in questa Città, la nostra Città e mettersi al servizio. E’ stata anche la ragione per la quale io e mia moglie abbiamo deciso, nonostante le difficoltà che ci sono, di rimanere nella nostra terra. Molti volontari nostri amici, per necessità, sono dovuti andare via. 
Nell’appello "Restate in Città" dell’arcivescovo Mons. Gristina dice: "La città è la nostra casa comune, appartiene a tutti noi, è il luogo della nostra storia personale e comunitaria, della nostra vita sociale e professionale. Per i credenti, poi, è anche il luogo della presenza concreta di Dio che viene a sanare le nostre fragilità e a donarci sempre la speranza di cui abbiamo tanto bisogno".
Noi oggi siamo qua perché quello che ci tiene è un’affezione amorosa alla presenza concreta di Dio.
Siamo grati della Vostra presenza che ci da il coraggio di continuare il lavoro che stiamo facendo.
Grazie.




08/06/2019, 18:36



I-bambini-dei-"Cappuccini",-una-speranza-tra-le-macerie,-Sicilian-Post
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Mattone su mattone viene su la grande casa. I costruttori di questo edificio sono tanti e tutti giovanissimi, volontari che ogni settimana si recano ne quartiere Cappuccini di Catania, mettendo gratuitamente a disposizione un po’ del loro tempo. Anche i mattoni messi insieme per creare questa comunità sono tanti, tutti di forme diverse e dai mille colori. Varcando il portone di via Raciti n°2 si ha l’impressione di entrare in una grande cattedrale in cui i raggi del sole entrano a tutte le ore squarciando lo squallore delle discariche abusive sparse qua e là. Chi ha innalzato quella cattedrale sapeva certamente di fare qualcosa di grande. 

[...] continua a leggere il giornale sotto
04/06/2019, 22:39



Festa-di-fine-anno-2019,-"La-carità-sarà-sempre-necessaria,-anche-nella-società-più-giusta".
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Festa-di-fine-anno-2019,-"La-carità-sarà-sempre-necessaria,-anche-nella-società-più-giusta".
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Abbiamo voluto concludere l’anno scolastico in modo speciale, una festa in cui sono intervenute due "eccellenze": il nostro arcivescovo Salvatore Gristina e il prefetto dott. Claudio Sammartino.
Ci ha impressionato la risposta della gente. I più semplici, soprattutto i più poveri che, dentro la catastrofe sociale che si vive in questo momento, ancora continuano a sperare e riporre fiducia nell’aiuto che la comunità umana e la società civile può dare loro. Non ci sono state lamentele o proteste tra i nostri amici del quartiere intervenuti alla festa ma gratitudine e in alcuni anche commozione, perché si vedono oggetto di un’attenzione gratuita e per nulla scontata. 
Non è stata neppure scontata la familiarità che i nostri bambini hanno instaurato con il Vescovo e il Prefetto. Figure che comunque rappresentano la vocazione che la nostra Europa, anche nei momenti più bui, non ha mai perso: prendersi cura del mondo e degli altri.
L’uomo nel fondo del suo cuore sa che non rimarrà solo e che ci sarà sempre qualcuno che non gli darà appena da mangiare, ma tutto l’Amore e la speranza che vengono dalla Presenza di Dio nella storia. Ritorna alla mente una frase di Papa Benedetto XVI a noi molto cara: "La carità sarà sempre necessaria, anche nella società più giusta".
Per questo Vescovo e Prefetto hanno sottolineato il valore civile della nostra opera. Entrambi hanno detto che oggi più che mai occorre ripartire dai "costruttori di persone e di luoghi" in cui viene rigenerata la speranza.

Li ringraziamo ancora una volta per la loro presenza e amicizia. Un grazie particolare anche a tutti coloro che hanno contribuito a rendere intenso e bello questo incontro.

i volontari dell’Associazione Cappuccini





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