YouTube-logo-full_color
b-3
27/11/2016, 12:39



Un-popolo-solidale-che-sfida-la-povertà,-LaSicilia-26.11.16


 



Ecco l’editoriale di sabato 26 novembre, Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, apparso su La Sicilia scritto da Giuseppe Di Fazio.

I numeri della crisi che stiamo subendo sono impietosi. Ben 4,6 milioni di italiani soffrono la povertà alimentare. Tra loro figurano, in particolare, nuclei familiari con due o più figli, disoccupati e giovani. Ma quel che preoccupa di più in questa situazione è l’infiltrarsi della paura, quando non dell’aperta ostilità verso l’altro, sia che si tratti del vicino sia dello straniero. La povertà ci rende miseri, la paura ci lascia soli. Secondo un recente rapporto Istat, il 78,1% degli italiani intervistati si mostra diffidente verso il prossimo. Di fronte a questi numeri verrebbe da scoraggiarsi. Anche perché la sfida alla povertà materiale e alla fine dell’idea stessa di "prossimo" non si può attuare con parole, con annunci di investimenti, con inviti alle buone maniere. Servono fatti concreti e testimonianze vive; fatti, vedendo i quali il cuore si rianimi. Fatti. Come quello che accade oggi in Sicilia e in tutto il resto del Paese per il ventesimo anno consecutivo: la Colletta alimentare. L’iniziativa in questi giorni è stata descritta dal presidente Mattarella come una «proposta rivolta a tutti che risveglia un desiderio di bene che è proprio
del cuore di ognuno». Oggi in 12mila supermercati italiani (950 in Sicilia) troveremo impegnati 140mila volontari che ci inviteranno a offrire un po’ della nostra spesa per i più poveri, perché - come sostiene il titolo della Colletta di quest’anno - "La vita riparte da un dono". Ognuno dei volontari rappresenta una storia a sé, ma insieme essi costituiscono l’ossatura di un piccolo popolo. Non solo perché rappresentano un esempio quantitativamente rilevante, ma soprattutto perché riescono a "muovere" verso un gesto di carità ben 5,5 milioni di persone. Italiani, e non solo. Cristiani, e non solo. Anche quest’anno troveremo tra i volontari con la pettorina gialla tanti giovani e tanti anziani, nonché gli alpini, i membri della San Vincenzo e quelli della Compagnia delle Opere. Ma potremo imbatterci anche nei fedeli musulmani coinvolti dall’imam della moschea di Catania, che già da tempo collaborano con le iniziative del Banco alimentare. O in alcuni ex carcerati che nel periodo della detenzione hanno sperimentato un sostegno da parte dei volontari e oggi vogliono essere loro ad aiutare chi sta peggio. Stavolta non ci sarà, invece, per un decesso improvviso, Mario, un avvocato catanese, sposato e con 4 figli, che da molti anni si ritagliava uno spazio per fare il volontario del Banco alimentare e assistere settimanalmente una decina di famiglie indigenti. Anche mercoledì scorso, l’avvocato catanese aveva ritirato le crispelle da un laboratorio convenzionato e le aveva distribuite gratuitamente, assieme alle buste con la spesa, alle famiglie che assisteva. Ieri sono state queste famiglie e centinaia di amici a dargli l’ultimo saluto. Quest’anno, lui, la Colletta la seguirà dal Cielo. L’anno scorso, nella sola Sicilia vennero raccolti 450 tonnellate di alimenti che vennero, poi, redistribuiti a 785 strutture caritative. In totale, gli indigenti che nell’Isola hanno usufruito degli alimenti donati durante la Colletta del 2015 sono stati 220 mila. Si dirà: è ancora poca cosa nel mare del bisogno. Ma è un segno concreto, semplice, che arriva dritto al cuore. E il mondo, il nostro mondo, ha bisogno più che mai, come ci ricorda Papa Francesco, «di segni concreti di solidarietà, soprattutto di fronte alla tentazione dell’indifferenza». Sta alla nostra libertà saperli cogliere.

Giuseppe Di Fazio
LaSicilia
26.11.16



1
Create a website