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26/03/2016, 12:20



Via-Crucis-della-Misericordia-ai-Cappuccini


 




















Riportiamo di seguito le meditazioni scritte dai volontari dell’associazione in occasione della Via Crucis fatta insieme a tanti bambini e famiglie del quartiere Cappuccini giorno 22 marzo presso la scuola Sacro Cuore delle Suore Betlemite (via Carlo Forlanini, 65).
La misericordia è il tema centrale, perché «canale della grazia che da Dio giunge a tutti».

I STAZIONE - GESÙ VIENE TRADITO, MA LUI CI ASPETTA PER PERDONARCI. PIETRO E GIUDA.

E subito, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Gli si accostò dicendo: «Rabbì» e lo baciò. Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono. (Mc. 14, 43. 45-46) 
Per la seconda volta un gallo cantò. Allora Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte». E scoppiò in pianto. (Mc. 14, 72) 

Anche noi siamo come a Pietro, sbagliamo, rinneghiamo, feriamo le persone che ci vogliono bene e ci vogliono aiutare. Ma il nostro errore, la nostra colpa, è sempre abbracciata e perdonata dalle persone che ci vogliono bene: la mamma, il papà, un amico. Possiamo ammettere i nostri errori solo se c’è qualcuno che li perdona. Ecco perché noi siamo come Pietro, che dopo aver combinato tanti casini, sente Gesù che gli chiede: "mi ami tu?", e lui "Signore si, io ti amo. Nonostante tutto quello che ho fatto nonostante quello che posso ancora combinare, si io ti amo". Posso sbagliare mille volte al giorno, fino ad avere vergogna di alzare la testa ma se so che c’è chi mi perdona e mi domanda: " mi ami tu"? L importante è che tu mi ami e rimani fedele a me, come io rimango fedele a te. Tutto il compito è rispondere allora: "si, Signore, tu lo sai che io ti amo. E io continuo a stare con te perché tu sei Dio e sei venuto per me". Felice colpa che meritò un così grande redentore.
Preghiamo affinché non rimaniamo chiusi nei nostri sbagli ma riconosciamo sempre un riscatto per la nostra vita.

II STAZIONE - GESÙ È FLAGELLATO E CORONATO DI SPINE.

I soldati lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso. (Mc. 15, 17-19) 

III STAZIONE - GESÙ PRENDE LA CROCE.

Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. (Mc. 15, 20)

Signore Gesù, fa che i nostri occhi e il nostro cuore possano commuoversi davanti al Tuo Sacrificio e donaci la Grazia di abbracciare e guardare la nostra croce, ogni giorno, secondo la Tua Volontà.

IV STAZIONE - GESÙ INCONTRA LA MADRE.

Simeone parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima». (Lc. 2, 34-35)

Nel dolore più grande Maria stava di fronte a Suo figlio. Quante volte noi fuggiamo dal dolore o dalla fatica e ci rassegniamo?
Madre di Misericordia sveglia le nostre anime addormentate e facci provare il dolore del nostro peccato, di esserci dimenticati di star di fronte a Lui.
Facci accompagnare l’umanità ferita come tu guardavi e accompagnavi Tuo figlio. Affinché non ci scordiamo mai che le piaghe impresse nelle nostre vite siano sempre più segni gloriosi della Sua presenza.

V STAZIONE - GESÙ È AIUTATO DAL CIRENEO A PORTARE LA CROCE.

Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone e lo costrinsero a prendere su la croce di Gesù. (Mt. 27, 32)

Tra tutta la gente che saliva su quella via, uno non era come gli altri. Ma Simone, nella folla, non poteva immaginarlo, nemmeno quando il centurione gli ha chiesto di aiutare proprio Gesù. Lui non c’entrava niente, ma ha preso la croce e l’ha portata. Simone è stato chiamato, dicendo sì è stato salvato. È in questo modo, così imprevedibile e inatteso, che Cristo continua a chiamarci. Nessuno di noi può strapparsi di dosso il fatto che Lui ci ha amati e preferiti per primo e non c’è altro modo di vivere se non offrendo la nostra vita, partecipando al dolore dell’altro. La vita è vita solo con il dono di sé. Ogni giorno è una lotta tra la nostra miseria e la Sua misericordia, preghiamo per avere un cuore libero e semplice, capace di dire di sì a chi ci ama dentro tutte le cose.

VI STAZIONE - GESÙ CADE.

Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. (Is. 53, 7) 

Quanto è facile far del male? Quando qualcuno ci fa uno sgarro ad esempio, la prima cosa che ci viene in mente è vendicarci, con un pugno, un insulto. Immaginiamo Gesù come si doveva sentire, con una croce pesantissima addosso, ricoperto di sputi. Eppure lui stava zitto. Diceva di essere il figlio di Dio ma stava zitto, non si vendica, non fa del male a nessuno. Perché? Era stupido o era veramente il figlio di Dio? È incredibile come l’amore sia stato (ed è) molto più forte della violenza, tanto forte che oggi, dopo 2000 anni, ne stiamo ancora parlando. Proviamo a seguire l’esempio di Gesù perché penso che voi siate molto più felici quando vi innamorate di una ragazza piuttosto che quando fate del male a qualcuno.  

VII STAZIONE - GESÙ È CROCIFISSO E MUORE SULLA CROCE.

Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito». Detto questo spirò. (Lc. 23, 46)

Il più grande gesto di amore che un amico possa compiere è dare la propria vita per l’altro, perché quando ci si ama si dà volentieri la vita. Gesù ha dato la sua per me, per chi ho intorno, per chi è venuto prima e per chi verrà fino alla fine. Dio tanto ci ha amati da farsi uomo in mezzo a noi, tanto ci ha perdonati da desiderare di sacrificarsi perché noi potessimo vivere.

VIII STAZIONE - GESÙ È DEPOSTO DALLA CROCE NEL SEPOLCRO.

Giuseppe d’Arimatea, comprato un lenzuolo, calò il corpo di Cristo giù dalla Croce e avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare il sasso contro l’entrata del sepolcro. (Mc. 15, 46)

Nessuno aveva chiesto o imposto a Giuseppe di farsi carico del corpo del Signore, o di offrire per Lui il suo stesso sepolcro. Ma Gesù era appena morto, aveva appena dato vita per la salvezza del mondo intero e questo ferisce il cuore dell’uomo. Nell’atto di comprare un lenzuolo per avvolgere il corpo crocifisso di Gesù, è racchiusa tutta la mossa dell’uomo che offre quello che è in suo possesso spinto dal desiderio di voler essere partecipe della carità di Cristo al mondo intero. Chiediamo al Signore un cuore grande capace di commuoversi davanti al dolore e di donarsi per il bisogno dell’altro.

RIFLESSIONE FINALE - LA RESURREZIONE.

Gesù ha trasformato la croce in un segno di amore, di vittoria, di trionfo, di vita. 
Perché cercate tra i morti Colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato. (Lc. 24, 5-6)




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