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10/02/2016, 14:09



Perchè-Sant’Agata-amava-Dio?


 



L’edizione 2016 del giro agatino promosso dall’associazione "Cappuccini" è stata davvero speciale. Domenica 31 gennaio, accompagnati da uno splendido sole, che ha reso spettacolare la vista di una piazza Duomo multicolore e affollata di elementi festosi, candelore, bambini in maschera, c’eravamo anche noi: una quarantina tra volontari, ragazzi e bambini del quartiere, qualche genitore. 
La prima tappa è stata quella riguardante il Museo diocesano, lì abbiamo assistito a una bella drammatizzazione con attori professionisti. Nella sala pinacoteca, gremita di bambini vocianti e partecipi, è stata rappresentata la storia di S. Agata in 4 fasi: "Agata. La Santa e la sua città, il racconto di un legame che attraversa secoli di storia". Un’esperienza indimenticabile per grandi e bambini che sono stati resi protagonisti della rappresentazione. 
La seconda tappa prevedeva la visita di S. Agata la Vetere, prima cattedrale di Catania, guidati da un devoto doc e profondo conoscitore della vicenda di Agata e della festa stessa, nonché nostro caro amico, Mons. Giuseppe Baturi.  Arrivati infatti nella chiesa prima della preghiera a S. Agata, abbiamo avuto modo di raccoglierci in un saloncino e fare un incontro con lui. I bambini avevano preparato alcune domande che hanno rivolto a don Giuseppe: "Perché S. Agata amava Dio? Come è stata la vita di S. Agata? Perché ha voluto consacrarsi a Gesù? Perché è la nostra Santa? Quanti amici aveva S.Agata e chi erano? Perché è la nostra patrona? Perché intercede presso Dio per aiutare persone che neppure conosce?" Una mezz’oretta intensissima che è valsa quanto un ciclo di conferenze per approfondire l’argomento. Don Giuseppe rispondendo ha stupito grandi e piccini per la semplicità e, nello stesso tempo, la profondità con cui si può comunicare il fenomeno misterioso, ma umanissimo che è la fede cristiana nella testimonianza dei suoi santi. "Consacrarsi a qualcuno - ha detto don Giuseppe - vuol dire stare vicini, uniti, alla persona che si ama, voler condividere tutto, fino a dare la vita, se ti è chiesto, per amore." Grati e commossi in chiesa davanti all’altare che ricorda, secondo la tradizione, il luogo del martirio di Agata, abbiamo intonato "Tu che splendi in paradiso coronata di vittoria, o S. Agata la gloria, per noi prega di lassù"
Tutto si è concluso con la benedizione impartita da Mons. Baturi.   
Viva S. Agata!


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