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02/12/2014, 20:09



Colletta-alimentare-in-Sicilia,-storie-di-ordinaria-umanità,-LaSicilia-01.12.14


 Riportiamo di seguito due articoli de La Sicilia (1 dicembre 2014) che raccontano l’esperienza della Colletta Alimentare svolta nei supermercati di tutta Catania e Italia sabato 29 novembre.GIORGIO RO



Riportiamo di seguito due articoli de La Sicilia (1 dicembre 2014) che raccontano l’esperienza della Colletta Alimentare svolta nei supermercati di tutta Catania e Italia sabato 29 novembre.

GIORGIO ROMEO
Milan viene dallo Sri Lanka. Assieme alla sua famiglia, sua moglie e una piccolabambina, vive a Ficarazzi, una frazione di Acicastello a pochi passi da Catania. Lo abbiamo incontrato sabato sera in un grande supermercato del capoluogo etneo, nel vicino quartiere Ognina. Dopo aver fatto la spesa - pochi generi di prima necessità - lo vediamo avvicinarsi ai volontari del Banco Alimentare. C’è un attimo di silenzio,poi un sorriso: la sua bambina dona una confezione di pelati appena acquistata. È questo uno dei tanti piccoli "miracoli" cui possiamo assistere nella giornata nazionale della Colletta Alimentare, esempi d’integrazione e umanità. «In televisione - ci spiega Milan - abbiamo sentito spesso parlare d’iniziative come questa e riteniamo che siano molto utili. Oggi abbiamo deciso di fare la nostra parte perché, in fondo, noi stessi siamo emigrati dall’Asia per riuscire ad avere qualche prospettiva. Io e mia moglie siamo fortunati, lavoriamo entrambi come collaboratori domestici a Viagrande, ma sappiamo bene che ci sono persone, sia nel nostro paese sia qui, che - quando va bene - mangiano una sola volta al giorno». I dati Istat (di cui abbiamo parlato la settimana scorsa) ci ricordano che al Sud il rischio di povertàed esclusione sociale riguarda quasi una persona su due. Un numero preoccupante che potrebbe far presupporre una certa reticenza nel compiere atti di generosità di questo tipo. Eppure, è proprio in questi momenti che emerge il vero senso d’iniziative come la Colletta alimentare. Riccardo e sua moglie non lavorano, ma hanno deciso di donare ugualmente la propria spesa. «Lo abbiamo fatto sempre negli anni passati. Oggi, se andiamo avanti è grazie all’aiuto dei nostri genitori, in ogni caso non ce la siamo sentita di esimerci dal partecipare alla colletta. La nostra condizione è comunque di gran lunga migliore di quella di tanti altri e ciò che ci preoccupa di più è il futuro dei più giovani, che - ad oggi - non hanno alcuna certezza». Buona parte del successo della giornata della Colletta alimentare, che ha compiuto sabato diciotto anni, è dovuto all’attività dei volontari. In Siciliaquest’anno sono stati 15.240 e tra di loro ce ne sono molti che hanno prestato servizio fin dalla prima edizione. Non mancano poi i giovanissimi, bambini che, prendendola quasi come un gioco - da cui imparare una lezione di solidarietà che lisegnerà per la vita - invitano i clienti a compiere la loro donazione. Al supermercato di Ognina, ad esempio, è stata proprio la loro presenza a convincere il sig. Liotta a fare la sua parte. «Mi trovavo qui per caso - ci spiega - perché vivo a Paternò, doveabitualmente faccio la spesa. Dovevo recarmi semplicemente in un negozio, quando ho visto i volontari: adulti e bambini. La loro presenza mi ha convinto a fare la spesa esclusivamente per loro. Mi rendo perfettamente conto di quanto questo sia un periodo difficile, molte persone perdono il posto di lavoro e, conseguentemente, finiscono sotto i ponti perché sfrattate dai padroni di casa. Aiutarli nel soddisfare perlomeno il bisogno primario dell’alimentazione è un dovere a cui tutti siamo chiamati a rispondere. L’augurio è che gli alimenti raccolti da questi ragazzi vengano consegnati effettivamente nelle mani dei più bisognosi, e non in quelle di qualcuno che se ne approfitti». In effetti, la titubanza di qualcuno a prendere parte all’iniziativa deriva spesso dalla paura che quanto temuto dal signor Liotta si riveli un’amara verità (alimentata dalla saltuaria presenza sui giornali di fatti di cronaca riguardanti frodi nel settore delle ONLUS). «A volte non c’è proprio modo di convincerli dell’onestà del nostro operato - ci dice la signora Letizia Aiello presidente dell’Associazione Cappuccini ONLUS - neppure quando spieghiamo loro che siamo noi stessi a distribuire le buste con i viveri del Banco Alimentare. Allora li invitiamo a venirci a trovare per rendersene conto con i loro occhi». Al quartiere Cappuccini l’associazione lavora tutto l’anno, dando assistenza alle famiglie più disagiate. Tra gli associati una delle più attive è la signora Pina, vera veterana della Colletta Alimentare, che da anni offre casa propria come magazzino per lo stoccaggio degli alimenti raccolti. «Ho partecipato a tutte le diciotto edizioni - ci racconta - e casa mia è diventata un vero e proprio centro di smistamento. Spesso la gente rimane stranita, qualcuno arriva a chiedermi: "Ma come a casa sua? Si mangia tutto lei? ". Allora gli spieghiamo che servono per le 150 famiglie del quartiere cui forniamo assistenza di vario genere, compresa - naturalmente - quella alimentare».Per sovvenzionare la distribuzione degli alimenti alle persone bisognose ricordiamo che in tutto il territorio nazionale è attivo - fino al prossimo 4 dicembre - il numero verde 45504 per gli SMS solidali. È possibile donare € 2 chiamando da cellulare. A scelta, 2 oppure 5 euro, chiamando da numero fisso.

MARIO TAMBURINO
Ragusa. «Forse questa volta non posso dare nulla». Giuseppe, poco meno diquarant’anni, spinge il carrello della spesa oltre le porte scorrevoli del supermercato facendosi strada tra le due brevi ali del gruppetto di volontari della Colletta Alimentare che presiede l’entrata. Il bimbo che sta seduto sul seggiolino-portaoggetti del carrello è troppo piccolo per accorgersi dell’espressione di disagio stampata sul volto del papà davanti ai ragazzi con la pettorina gialla che glichiedono se desideri partecipare alla Giornata Nazionale della Colletta Alimentare.Si ferma scuotendo leggermente la testa, quasi a doversi giustificare. Non lavora da due anni. Aveva una piccola impresa edile, ma ha dovuto chiudere. L’offerta di aiuti con alimenti provenienti dal Banco non trova ancora la sua disponibilità. Invece - spiega - ha preso seriamente in considerazione la possibilità di lasciare l’Italia. Potrebbe riprendere la stessa strada percorsa da suo padre tanti anni fa e che lo ha ricondotto in Germania, proprio in questi giorni, per rivedere la terra che lo avevaospitato ed illuso di avere posto, nel sacrificio della lontananza dalla Sicilia, le basi per un futuro senza troppe preoccupazioni per i propri figli. Si era sbagliato. Oggi è ritornato nella fabbrica dove un tempo lavorava per chiedere un’occupazione per suo figlio. La possibilità c’è, a condizione di conoscere quella lingua. Uno dei volontari è un insegnate specialista di tedesco, e chi si lascia educare a condividere il bisogno dell’altro non distingue la dimensione alimentare da quella che non consente di mettere in condizione di trovare la dignità di un lavoro. Giuseppe ripassa dall’uscita dopo alcuni minuti. Nel carrello un po’ di spesa per sé. Per i volontari solo una stretta di mano. Ci saranno altre occasioni per darsi appuntamento in quel luogo misterioso dove s’incontrano in modo sempre diverso il bisogno e la sua condivisione. Intanto: aufwiedersehen.


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