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16/06/2017, 17:11



Il-gusto-della-vita-di-Laura-Salafia,-LaSicilia-14.06.17


 



IL GUSTO DELLA VITA:
TOCCA A ME OFFRIRE UN MOTIVO DI SPERANZA di LAURA SALAFIA

Nel buio della notte tutto sembra impossibile. Ogni emozione si amplifica. Ogni dolore fisico e dell’anima sembra non poter mai guarire. Ci si sente soli, abbandonati, disperati. Anche io in questi momenti chiedo al Signore che mi porti via. Ripenso al mio passato, alla mia condizione fisica che mi permetteva di poter far tutto. Ripenso ai miei progetti e mi sembra di sprofondare in un baratro. Poi piango, piango tanto, ma trattengo i singhiozzi per non svegliare l’amica infermiera che dorme con me la notte. Le ore passano. Si comincia a sentire il rumore di qualche auto, delle saracinesche dei bar che aprono e il mio pensiero viene spostato. Anzi, viene catturato dalla vita che fuori riprende i suoi ritmi. Tutto sembra acquietarsi. Ce l’ho fatta. Al buio della notte segue la luce di un nuovo giorno, che sembra darti un’altra possibilità di riemergere, di risalire da quell’abisso. L’infermiera si prepara per andare a lavoro, papà viene a trovarmi in punta di piedi per darmi il bacio del buon giorno, mentre io faccio finta di dormire (non voglio fargli capire di aver trascorso un’altra notte insonne). Il babbo mi sussurra qualche parola e mi lascia riposare. Sentire quelle dolci espressioni mi dà forza. Vivo, non solo per me, ma anche per i miei genitori. Vorrei trasmettere a loro la forza che trovo per vivere. Mi rendo conto che ora devo essere io a dar loro serenità. Comincia una nuova giornata, la casa si riempie: arrivano i terapisti, le infermiere, gli amici. A volte mi viene di pensare che ogni persona, non soltanto chi è nella mia condizione, nel corso della propria vita si trova di fronte a tante difficoltà. E mi chiedo: qual è il valore che diamo alla vita? Essa è solo benessere o piacere? Prima o poi ci si ritrova davanti a prove impreviste, a muri che bisogna scavalcare. E allora: chi meglio di una persona svantaggiata fisicamente può aiutare a ritrovare il gusto della vita? Nelle mie giornate mi ritrovo totalmente dipendente dagli altri, impossibilitata a gestire il mio corpo e la mia vita, eppure a volte tocca a me offrire a chi mi sta accanto un motivo di speranza. Ai miei amici dicevo sempre: esser se stessi fa soffrire; apparire fa vivere, ma una vita che non è la propria. Il problema allora non è scappare dalla sofferenza, non è scegliere di morire, ma trovare un motivo per vivere.

Pubblicato in prima pagina del quotidiano "La Sicilia" il 14 Giugno 2017


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